Sotto le dita di Véronique Sulbout, Luc Vander Borght, Giorgio Albiani et Johan Fostier, la chitarra si trasforma in una orchestra e in una esplosione suoni, di ritmi, di timbri… diventa musica!

Take 4 rivisita i capolavori barocchi et classici ma anche le pagine appassionate di tango e musica tradizionale, in un percorso creativo di arrangiamenti inediti, senza dimenticare di incoraggiare i compositori contemporanei a scrivere per questa formazione.

Una domanda è sempre stata al centro della vita artistica di Take 4: perché un quartetto di chitarre dovrebbe privarsi del piacere di eseguire Bach, Dvorak, Puccini, Gershwin, Shostakovitch? Perché la musica, diversa da un pezzo da museo per la sua natura viva e volatile, non può vivere su altri strumenti qualora si resti fedeli all’impegno di rispettare il messaggio originale, il suo spirito, e il suo stile? Da secoli i compositori coltivano l’arte della trascrizione e dell’arrangiamento, nella stessa linea il Take 4 Guitar Quartet rinnova ormai da più di 15 anni la scommessa di arrangiare per chitarra opere destinate all’orchestra, al pianoforte, al quartetto d’archi, all’opera, e alla canzone…

Il quartetto di chitarre Take 4 calca le scene internazionali dal 1998. La lunga amicizia che unisce i suoi membri, illumina la loro musica vissuta come strumento privilegiato di condivisione con il pubblico. Dopo i loro studi a Parigi con il M° Alberto Ponce, si appassionano alle potenzialità espressive del quartetto di chitarre: un registro sonoro ampliato grazie anche all’uso della chitarra contrabbasso e della chitarra soprano, un approccio sonoro al colore e alla tessitura di tipo orchestrale si uniscono all’intenso lavoro di arrangiamento arricchendo il repertorio della chitarra con nuove versioni degli standard classici e dando nuova vita a tesori meno conosciuti. Grazie a programmi variegati e coinvolgenti, la chitarra, si rivela in tutta la sua ricchezza e versatilità.

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“ Per noi ogni nuovo progetto è una nuova scommessa e la posta in gioco è quella di arrivare al cuore di chi ascolta, creando momenti che fanno dimenticare il tempo, lo spazio, le barriere culturali e individuali attraverso la magia, la bellezza, l’umanità della musica.”

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